Il Dito e la Luna finanziaria del 29/03/2024

𝐋𝐚 notizia 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚:

Blackrock, con i suoi circa 10 trilioni di Dollari di Asset Under Management è la società di gestione del risparmio più grande al mondo. Ecco perchè le parole del suo CEO Larry Fink nella lettera annuale agli investitori hanno una certa rilevanza nel mondo finanziario e non. Nel suo lungo intervento, Fink si è concentrato sul tema della pensione, un problema, a suo dire, non solo Americano ma Globale. L’allungamento delle aspettative di vita e le ricerca di una migliore longevità poco si conciliano con sistemi pensionistici basati su concetti datati e statistiche sorpassate. Basti pensare che gli anni che si trascorrono una volta in pensione sono enormemente maggiori di quanto accadeva magari 30 o 40 anni fa. Da qui il bisogno di dover accumulare in tempo utile maggiore ricchezza per affrontare con maggiore serenità il tema della vita post lavoro. Il ruolo dei mercati dei capitali e della consulenza finanziaria può e deve giocare, in questo senso, un ruolo di assoluto primo piano unitamente ad una maggiore sensibilità dei governi al tema e ad una incentivazione all’accumulo di capitale. Pensiero di un imprenditore americano ma che noi italiani dovremmo prendere e mettere in pratica prima possibile.

fink blackrock

𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚:

E’ morto Daniel Kahneman, psicologo israeliano e premio Nobel per l’economia del 2002. Nei suoi studi ha approfondito il ruolo dei comportamenti degli investitori e la loro percezione della realtà nel prendere decisioni di natura economica. Con la teoria del prospetto, Kahneman rompe gli schemi classici di operatori “razionali” e introduce invece la fallacità delle decisioni dovute a bias cognitivi. In particolare, lo psicologo ha evidenziato come le decisioni vengano prese a seconda dello “status quo” o della situazione di partenza e teorizzato una maggiore motivazione ad evitare una perdita che realizzare un guadagno. Gli individui quindi attribuiscono a guadagni e perdite, anzichè  alla ricchezza in sè, dei valori personali e pesi differenti alle loro possibilità di realizzo. Con il bias della disponibilità, Kahneman teorizza che gli individui attribuiscono più valore a ciò che conscono e possiedono a ciò che non conoscono, finendo per sopravvalutare le proprie capsacità di giudizio.